Le sanguisughe Hirudo Medicinalis

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E' sorprendente scoprire come, tramite il suo morso, un piccolo animale poco conosciuto e quasi estinto in natura sia in grado di rilasciare un intero arsenale di sostanze con effetto anticoagulante, vasodilatatore, anestetico ed antibiotico, il cui effetto combinato la chimica moderna non è ancora riuscita a riprodurre.

Fino ad oggi sono almeno una quindicina le sostanze attive con proprietà farmacologiche identificate nella saliva delle sanguisughe hirudo medicinalis.

La preziosa composizione biochimica della saliva della sanguisuga hirudo medicinalis è frutto di un processo di adattamento che ha portato questi parassiti a nutrirsi del sangue di altri animali, principalmente mammiferi, uomo compreso, senza che l'organismo ospite ne subisca danno, in linea generale, e spesso non ne sia nemmeno consapevole.

Nella sanguisuga hirudo medicinalis infatti, a differenza di quanto accade nella maggior parte degli altri animali, la saliva non rientra nei fattori che contribuiscono al processo digestivo: ha invece la funzione di produrre, nell'area interessata al morso, una lieve e localizzata anestesia e, contemporaneamente, facilitare il flusso del sangue contrastando i fisiologici processi di coagulazione, per consentire alla sanguisughe hirudo medicinalis di cibarsi liberamente. Le componenti antibiotiche del fluido salivare prevengono l'infezione della piccola ferita indotta dal morso, al fine di conservare la salute dell'organismo ospite per un suo futuro ulteriore sfruttamento come fonte di cibo per la sanguisuga.

Le proprietà anticoagulanti sono in ogni caso quelle di maggior rilievo, ad oggi, dal punto di vista clinico.
La coagulazione del sangue è un sistema adattativo di emergenza che si è instaurato nel corso dell'evoluzione allo scopo di porre rimedio ad eventuali danni occorsi all'apparato circolatorio, impedendo un'eccessiva perdita di sangue.

Proprio per questo motivo si tratta di un processo difficile da contrastare: ciònondimeno esistono momenti clinici in cui è preferibile che esso non abbia luogo

L'intero processo di coagulazione coinvolge più di dodici fattori diversi, tra loro correlati in una complessa sequenza a cascata. La maggior parte di tali fattori è presente nel sangue in forma inattiva di proenzimi che, una volta assunta la forma attiva, azionano a loro volta i proenzimi successivi del processo.

Nella fase terminale del processo un enzima, la tromboplastina, converte la protrombina, una proteina plasmatica prodotta nel fegato con l'ausilio della vitamina K, in trombina.
A sua volta la trombina è responsabile della trasformazione del fibrinogeno, una proteina normalmente presente nel sangue allo stato disperso, in fibrina, stato rappreso del fibrinogeno.
La fibrina, proteina insolubile, con i suoi sottili filamenti costituisce l'impalcatura del coagulo sanguigno, formando un reticolo che arresta il deflusso delle cellule che costituiscono il sangue.

Il ruolo degli anticoagulanti presenti nella saliva delle sanguisughe varia secondo la razza di sanguisuga considerata. La sanguisuga hirudo medicinalis secerne l'irudina, inibitore dell'azione della trombina.

Le ghiandole salivari della sanguisuga amazzonica haementaria ghiliani secernono invece l'ementina, sostanza identificata nel 1981 dal Prof. Roy T. Sawyer, fondatore di Biopharm, in collaborazione con il Prof. Andrei Budzynski.
L'ementina è un enzima con potenti proprietà fibrinolitiche. Laddove l'irudina previene la formazione del coagulo di sangue, l'ementina, agendo sui filamenti di fibrina, dissolve il coagulo dopo che questo si è formato.
Sono allo studio le possibilità di applicazione farmacologica sui coaguli che ostruiscono le coronarie provocando ischemie e ipoperfusione della parete cardiaca.

La ricerca di Biopharm si è recentemente rivolta anche ad altri animali che si nutrono di sangue, non appartenenti alla famiglia delle sanguisughe, fino ad ora non studiati in profondità.
E' stato cosi' identificato un nuovo potente inibitore della trombina, con un peso molecolare inferiore di almeno la metà rispetto all'irudina, dal considerevole potenziale terapeutico.

Altre sostanze sono attualmente sotto attenta osservazione da parte dei ricercatori di Biopharm, e nuovi brevetti sono in arrivo nel prossimo futuro.

 


 

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